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  • Giuseppe Donato Nuzzo
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Aggiornamenti Pubblicazioni

Cass. Civ., ord. n. 6823 del 19 marzo 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 12/04/2019

I giudici di legittimità, con ordinanza n. 6823 del 19 marzo 2019, in materia di responsabilità ex art. 2051 c.c. per i danni subiti da un ciclista a seguito di una caduta determinata da un tombino infossato e non segnalato, hanno chiarito che la mera percepibilità del pericolo può non essere affatto sufficiente a convertire la condotta del danneggiato in condotta imprudente che assorbe ogni incidenza causale. Il fatto che il danneggiato non eviti un pericolo manifesto non comporta la qualifica di imprudenza della sua condotta, essendo onere del custode provare il caso fortuito.

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Opera a cui si riferisce questo aggiornamento

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass. Civ., sent. n. 22575 del 25 settembre 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 12/04/2019

La Suprema Corte, con sentenza n. 22575 del 25 settembre 2018, nell’ipotesi di danni subiti conseguentemente ad una caduta in una buca aperta su un marciapiede di una via cittadina interna ad un’area interessata da opere di urbanizzazione realizzato da una impresa edile, ha precisato che il corretto inquadramento della questione è subordinato alla sussistenza o meno del rapporto di custodia in relazione all’area in cui si trovava la buca che ha causato il danno.

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Opera a cui si riferisce questo aggiornamento

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass. Civ., ord. n. 18954 del 31 luglio 2017 – Responsabilità per danni cagionati da animali ex art. 2052 c.c.

  • Aggiornamento del 11/04/2019

La responsabilità per i danni causati dagli animali randagi deve ritenersi disciplinata dalle regole generali di cui all’art. 2043 c.c., e non dalle regole di cui all’art. 2052 c.c.; non è quindi possibile riconoscere una siffatta responsabilità semplicemente sulla base della individuazione dell’ente cui le leggi nazionali e regionali affidano in generale il compito di controllo e gestione del fenomeno del randagismo e neanche quello più specifico di provvedere alla cattura ed alla custodia degli animali randagi, occorrendo la puntuale allegazione e la prova - il cui onere spetta all’attore danneggiato in base alle regole generali - di una concreta condotta colposa ascrivibile all’ente e della riconducibilità dell’evento dannoso, in base ai principi sulla causalità omissiva, al mancato adempimento di tale condotta obbligatoria. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’ente locale, ha, dunque, precisato che, a fronte della richiesta di risarcimento danni avanzata da un automobilista per i danni cagionati alla propria autovettura da un cane randagio, l’ente locale non può essere condannato se non è dimostrato dall’attore che la cattura e la custodia dello specifico animale randagio che ha provocato il danno era nella specie possibile ed esigibile, e che l’omissione di esse sia derivata da un comportamento colposo dell’ente preposto.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass. Civ., ord. n. 18325 del 12 luglio 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 11/04/2019

Come chiarito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 18325 del 12 luglio 2018, la stipula da parte dell'amministrazione comunale di un contratto di appalto avente ad oggetto l'esecuzione di lavori sulla pubblica via, non priva l'amministrazione committente della qualità di custode, ai sensi dell'art. 2051 c.c., sino a quando l'area di cantiere non sia stata completamente enucleata e delimitata, e sia stato vietato su di essa il traffico veicolare e pedonale, con conseguente affidamento all'esclusiva custodia dell'appaltatore. La realizzazione di un cantiere stradale su parte di una strada che continui, nella parte non occupata, ad essere aperta al pubblico transito, non priva l'ente proprietario della qualità di custode della porzione di strada rimasta percorribile.

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Opera a cui si riferisce questo aggiornamento

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass. Civ., ord. n. 7097 del 12 marzo 2019 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 11/04/2019

La Suprema Corte, con ordinanza n. 7097 del 12 marzo 2019, in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c., ha statuito che quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass. Civ., ord. n. 7096 del 12 marzo 2019 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 11/04/2019

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7096 del 12 marzo 2019, in tema di danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale, ha chiarito che qualora l’area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all’interno di questa area risponde esclusivamente l’appaltatore, che ne è l’unico custode. Allorquando, invece, l’area di cantiere su cui vengono eseguiti i lavori risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell’ente titolare della strada - sia pure insieme all’appaltatore - la responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. sussiste sia a carico dell’appaltatore che dell’ente, salva l’eventuale azione di regresso di quest’ultimo nei confronti del primo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass., ordinanza n. 17052 dell’11 luglio 2017 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 10/04/2019

La Suprema Corte, con ordinanza n. 17052 dell’11 luglio 2017, relativamente al caso di un sinistro stradale verificatosi a seguito di un fenomeno c.d. di acquaplaning conseguente ad allagamento della strada, ha escluso la responsabilità della società preposta alla gestione e manutenzione della strada statale, attribuendo rilevanza all’elemento della velocità tenuta dal ricorrente e ritenuta inadeguata rispetto allo stato dei luoghi, alla non imprevedibilità dell’allagamento ed alla presenza di segnaletica stradale evidenziante il pericolo.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass., ordinanza n. 7769 del 29 marzo 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 10/04/2019

Con ordinanza n. 7769 del 29 marzo 2018, i giudici di legittimità hanno negato la richiesta di risarcimento danni avanzata da un ciclista incorso in un sinistro a bordo della propria bicicletta a causa delle cattive condizioni del manto stradale. La Corte di Cassazione ha precisato che, essendo il capitombolo verificatosi in un tratto di strada cui, per delibera comunale, era proibito l’accesso ai veicoli ed alle biciclette – come adeguatamente segnalato -, al Comune non è ascrivibile alcuna forma di responsabilità.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass., ordinanza n. 6141 del 14 marzo 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 10/04/2019

Con ordinanza n. 6141 del 14 marzo 2018, la Suprema Corte ha chiarito che il Comune, in qualità di ente proprietario della strada e dell'area pubblica, allorquando consenta alla collettività l’utilizzazione per pubblico transito di un’area di proprietà privata, si assume l’obbligo di accertare che la manutenzione dell’area stessa e dei relativi manufatti non sia trascurata. Ne consegue che l’inosservanza di tale dovere di sorveglianza, che costituisce un obbligo primario della P.A., per il principio del neminem laedere, integra gli estremi della colpa e determina la responsabilità della P.A. per il danno cagionato all’utente dell’area, non rilevando che la situazione di pericolo derivi da fondi privati laterali all’area pubblica e che l’obbligo della manutenzione incomba sul proprietario dell’area medesima.

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Danni da insidia stradale e responsabilità della Pubblica Amministrazione

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Casi pratici, aspetti processuali, danni risarcibili
  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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Cass., ordinanza n. 2483 del 1 febbraio 2018 – Responsabilità per danni da cose in custodia ex art. 2051 c.c.

  • Aggiornamento del 09/04/2019

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 2483 del 1 febbraio 2019, in materia di responsabilità ex art. 2051 c.c., nella specifica ipotesi di caduta di un minore nel burrone posto ai margini della strada comunale, ha chiarito l’importanza della valutazione del concorso di causa della vittima rispetto alla responsabilità da condotta omissiva colposa dell’ente pubblico territoriale. Ed infatti, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere oggettivamente prevista e superata attraverso l’adozione da parte dello stesso danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze (secondo uno standard di comportamento correlato, dunque, al caso concreto), tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del suo comportamento imprudente (in quanto oggettivamente deviato rispetto alla regola di condotta doverosa cui conformarsi) nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando lo stesso comportamento, benché astrattamente prevedibile, sia da escludere come evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale.

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  • Giuseppe Donato Nuzzo
  • Feb 2019
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