Cass. Civ., sent. n. 13274 del 16 maggio 2019

La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul delicato tema della sindrome da alienazione parentale, con sentenza n. 13274 del 16 maggio 2019, ha chiarito che la diagnosi della sindrome da alienazione parentale, non avendo basi scientifiche certe, non è sufficiente a fondare un provvedimento di allontanamento del figlio dal genitore: il giudice di merito, infatti, è tenuto non solo a considerare le risultanze della CTU che ha accertato la sindrome stessa, ma anche a procedere con ulteriori ed approfondite indagini. I giudici di legittimità hanno, dunque, rilevato che, qualora le risultanze della CTU si allontanino dalla scienza medica ufficiale, come nel caso di specie, in cui è stata formulata la diagnosi della PAS, non essendovi certezze scientifiche al riguardo, il giudice di merito è tenuto comunque verificarne il fondamento, accertando la veridicità in fatto dei comportamenti denunciati, utilizzando i comuni mezzi di prova, tipici e specifici della materia, incluse le presunzioni, nonchè a motivare adeguatamente, a prescindere dal giudizio astratto sulla validità o invalidità scientifica della patologia in esame.

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