L'opposizione all'esecuzione in ambito tributario
di Maurizio Villani - Lucia Morciano - Federica Attanasi
aggiornamento di Il check up fiscale e gli strumenti di prevenzione e gestione del contenzioso tributario

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Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 34447 del 24 dicembre 2019, ha sancito l’ammissibilità dell’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. dinanzi al giudice ordinario, per tutti quei fatti successivamente intervenuti alla notifica della cartella di pagamento non impugnata o divenuta definitiva a seguito di giudicato, sulla scorta del fatto che: “Se è vero che la cartella è configurabile come atto di riscossione e non di esecuzione forzata (Cass., S.U., sent. n. 5994/2012) e che la giurisdizione tributaria si arresta solo di fronte agli atti di esecuzione forzata tra i quali non rientrano né le cartelle esattoriali né gli avvisi di mora (Cass., S.U., sent. n. 17943/2009), è anche vero che per espressa disposizione normativa (art.2, D.lgs. 546/1992) la notifica della cartella è un dato rilevante ai fini della giurisdizione, determinando il sorgere della giurisdizione del giudice ordinario, l’unico competente a giudicare dei fatti, successivamente intervenuti, estintivi e modificativi del credito tributario cristallizzato nella cartella”. Questo aggiornamento è disponibile in formato MS Word e Portabile pdf
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