Il trojan horse e la dignità morale dell'indagato
di Redazione Duepuntozero
aggiornamento di LE INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI E COMUNICAZIONI
Contenuto
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 31604 dell’11 novembre 2020, chiamata a pronunciarsi sulla discussa questione della inquadrabilità del captatore informatico (cd. trojan horse) nell’ambito del divieto di cui all’art. 188 c.p.p., ha espressamente escluso che lo stesso possa inquadrarsi tra “i metodi o le tecniche idonei ad influire sulla libertà di determinazione del soggetto”, vietati, per l’appunto, dalla succitata disposizione codicistica. Il trojan horse, infatti, come precisato dai giudici di legittimità, «non esercita alcuna pressione sulla libertà fisica e morale della persona, non mira a manipolare o forzare un apporto dichiarativo, ma, nei rigorosi limiti in cui sono consentite le intercettazioni, capta le comunicazioni tra terze persone, nella loro genuinità e spontaneità».
Libri collegati
Libri collegati a questo aggiornamento
Continua a leggere
Altri aggiornamenti recenti.
- 2025
Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
- 2025
Responsabilità medica (emotrasfusione) e indennizzo
- 2025
Relazione Commissione D'Ippolito
- 2025
Procedimento sommario - raffronto tra norme abrogate e norme in vigore
- 2025
Il D.L. Sicurezza 2025: luci e ombre del provvedimento