I disturbi della personalità: l’incidenza sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato
di Redazione Duepuntozero
aggiornamento di Volontaria Giurisdizione
Contenuto
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 35044 del 22 settembre 2021, ha chiarito che la ricognizione della capacità di autodeterminazione del soggetto agente dipende non già dal mero accertamento dell’infermità, ma dall’apprezzamento della sua incidenza sulla capacità di intendere e di volere dell’agente al momento della commissione del reato, ossia dalla sua ripercussione sullo stato mentale del medesimo nell’attualità della realizzazione della condotta illecita, evidenziando così il nesso eziologico tra la prima e quest’ultima. Ciò che, quindi, gli artt. 88 e 89 c.p. impongono di accertare è se il rimprovero possa esser mosso per quello specifico fatto, se, quindi, questo trovi, in effetti, la sua genesi e la sua motivazione nel disturbo mentale che in tal guisa assurge ad elemento condizionante della condotta. Questo aggiornamento è disponibile in formato Portabile pdf
Libri collegati
Libri collegati a questo aggiornamento
Continua a leggere
Altri aggiornamenti recenti.
- 2025
Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
- 2025
Responsabilità medica (emotrasfusione) e indennizzo
- 2025
Relazione Commissione D'Ippolito
- 2025
Procedimento sommario - raffronto tra norme abrogate e norme in vigore
- 2025
Il D.L. Sicurezza 2025: luci e ombre del provvedimento