Decreto Crescita e lavoratori "impatriati"

La bozza del Decreto Crescita apporta significative modifiche al regime dei lavoratori impatriati di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 147/2015 nonché al regime del rientro dei cervelli ci cui all’art. 44 del D.L. n. 78/2010. Per l'esattezza, la novella, al fine di rendere più agevole l'accesso ai benefici fiscali, ha eliminato l'obbligo, per i lavoratori rimpatriati, i docenti ed i ricercatori universitari, di essere stati iscritti all'A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) nei periodi trascorsi all'estero, purché detti soggetti abbiano avuto la residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi. Tale semplificazione, inoltre, interessa anche i soggetti - lavoratori impatriati, docenti e ricercatori universitari - rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2019 e che abbiano ricevuto contestazioni riguardo al requisito di iscrizione all’A.I.R.E., ai quali si applica il regime speciale nella formulazione attuale.

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