Il sistema dell’inversione contabile (c.d. reverse charge), dal punto di vista operativo, è attuato attraverso due modalità alternative: se il fornitore estero è un soggetto passivo IVA stabilito fuori dall’UE, il committente/cessionario italiano emette un’autofattura; nel caso in cui, invece, il fornitore estero è un soggetto passivo IVA stabilito in uno Stato appartenente all’UE, il committente/cessionario italiano adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione integrando la fattura ricevuta con l’IVA “italiana” in virtù di quanto disposto dagli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331 del 30 agosto 1993. L’Agenzia delle Entrate, con risposta ad interpello n. 11 del 24 gennaio 2020, ha fornito importanti chiarimenti in merito all’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile.
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