La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 15142 del 31 maggio 2021, ha chiarito che l’azione per ottenere il rispetto delle distanze legali è imprescrittibile, trattandosi di azione reale modellata sullo schema dell’actio negatoria servitutis, rivolta non ad accertare il diritto di proprietà bensì a respingere l’imposizione di limitazione a carico della proprietà suscettibili di dar luogo a servitù. I poteri inerenti al diritto di proprietà, infatti, tra i quali rientra quello di esigere il rispetto delle distanze, non si estinguono, dunque, per il decorso del tempo, salvi gli effetti dell’usucapione del diritto a mantenere la costruzione a distanza inferiore a quella legale.
Questo aggiornamento è disponibile in formato Portabile pdf