La Suprema Corte, con ordinanza n. 11591 del 14 maggio 2018, ha stabilito che, in caso di danni provocati da animali randagi, il danneggiato deve specificamente dimostrare che la cattura e la custodia di quello specifico animale che ha provocato il danno era possibile ed esigibile in concreto da parte della pubblica amministrazione competente e che l’omissione di tali condotte sia riconducibile ad un comportamento colposo dell’ente stesso.
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