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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2021

Circolazione “contromano”: la corretta interpretazione dell’art. 143 C.d.S.

L’art. 143 del Codice della Strada, al fine di garantire la sicurezza della circolazione e tutelare l’incolumità delle persone, disciplina la posizione che i veicoli sono tenuti ad occupare sulla carreggiata, prevedendo, nello specifico, al 1° comma, l’obbligo per i veicoli a motore di circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 18493 del 4 settembre 2020, in merito alla fattispecie della circolazione contromano - condotta prevista e sanzionata dai commi 11 e 12 della succitata disposizione normativa -, ha chiarito che l’invasione dell’altra corsia non è giustificata dalla manovra di sorpasso ed è, pertanto, legittima l’ordinanza di ingiunzione che irroghi la sanzione per l’occupazione della corsia contraria ex art. 143, comma 11, C.d.S.

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Accordi patrimoniali tra coniugi: assegno di mantenimento “vita natural durante”

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 11012 del 26 aprile 2021, ha enunciato il principio di diritto in virtù del quale, in tema di soluzione della crisi coniugale, ove, in sede di separazione, i coniugi, nel definire i rapporti patrimoniali già tra di loro pendenti e le conseguenti eventuali ragioni di debito-credito portata da ciascuno, abbiano pattuito anche la corresponsione di un assegno dell’uno e a favore dell’altro da versarsi “vita natural durante”, il giudice del divorzio, chiamato a decidere sull’an dell’assegno divorzile, dovrà preliminarmente provvedere alla qualificazione della natura dell’accordo inter partes, precisando se la rendita costituita (e la sua causa aleatoria sottostante) “in occasione” della crisi familiare sia estranea alla disciplina inderogabile dei rapporti tra coniugi in materia familiare, perché giustificata per altra causa, e se abbia fondamento il diritto all’assegno divorzile (che comporta necessariamente una relativa certezza causale soltanto in ragione della crisi familiare).

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Provvedimenti de potestate: chiarimenti sulla competenza giurisdizionale

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con sentenza n. 10243 del 19 aprile 2021, hanno chiarito che, in tema di giurisdizione sui provvedimenti de potestate, al fine di stabilire la competenza giurisdizionale, assume rilevanza il criterio generale della residenza abituale del minore al momento della domanda. In particolare, per residenza abituale deve intendersi il luogo ove il minore, in virtù di una durevole e stabile permanenza, riconosca il centro dei propri legami affettivi, non solo parentali, derivanti dallo svolgimento in detta località della sua quotidiana vita di relazione.

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PASS VACCINALI: i dubbi del Garante per la protezione dei dati personali

Il Garante privacy, con provvedimento n. 156 del 23 aprile 2021, ha espresso un avvertimento formale a tutti i ministeri e agli altri soggetti coinvolti, evidenziando come le disposizioni di cui al Decreto Riaperture – D.L. n. 52 del 22 aprile 2021 – in materia di creazione e gestione delle “certificazioni verdi” – c.d. pass vaccinali – presentano non poche criticità che potrebbero condizionare la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia. Dette certificazioni, rilasciate su richiesta dell’interessato, attestanti il completamento del ciclo vaccinale ovvero l’avvenuta guarigione da Covid-19 ovvero l’effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo, consentono gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa.

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Perdita del rapporto parentale: criteri per la liquidazione del danno

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 10579 del 21 aprile 2021, ha chiarito che, al fine di garantire non solo un’adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto, ma anche l’uniformità di giudizio a fronte di casi analoghi, il danno da perdita del rapporto parentale deve essere liquidato seguendo una tabella basata sul sistema a punti, che preveda, oltre l’adozione del criterio a punto, l’estrazione del valore medio del punto dai precedenti, la modularità e l’elencazione delle circostanze di fatto rilevanti, tra le quali, da indicare come indefettibili, l’età della vittima, l’età del superstite, il grado di parentela e la convivenza, nonché l’indicazione dei relativi punteggi, con la possibilità di applicare sull’importo finale dei correttivi in ragione della particolarità della situazione, salvo che l’eccezionalità del caso non imponga, fornendone adeguata motivazione, una liquidazione del danno senza fare ricorso a tale tabella.

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