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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2019

Licenziamento illegittimo: incostituzionale l'art. 3 del D.lgs. n. 23/2015

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 194 del 26 settembre 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma I, del D.lgs. n. 23 del 4 marzo 2015, sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, nella parte in cui prevede che il computo dell’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato sia commisurata esclusivamente rispetto all’anzianità di servizio. L'aggiornamento, dopo un attenta analisi delle ragioni sottese alla pronunicia dei giudici costituzionali nonchè della disciplina attualmente vigente in materia di licenziamento illegittimo dettata dalla c.d. Legge Fornero (L. n. 92/2012) – applicabile ai lavatori assunti sino al 6 marzo 2015 – e dal c.d. Jobs Act (D.lgs. n. 25/2015) – applicabile ai lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 –, riporta il testo integrale della sentenza n. 194 pronunciata dalla Corte Costituzionale in data 26 settembre 2018 e pubblicata in data 8 novembre 2018.

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La responsabilità del commercialista

Il rapporto professionale che intercorre tra il commercialista ed il cliente rientra nell’ambito del contratto d’opera intellettuale in virtù del quale il primo assume obbligazioni inerenti l’esercizio dell’attività professionale nei confronti del secondo che si configurano quali obbligazioni di mezzi o di intelligenza e non di risultato atteso che il professionista, assumendo l’incarico, è tenuto a prestare la propria opera per raggiungere il risultato economico desiderato dal cliente. L'aggiornamento, dopo aver analizzato gli ultimi arresti giurisprudenziali sull'argomento (in particolare: Cass., ord. n. 30168 del 22 novembre 2018), approfondisce la tematica della responsabilità del professionista, trattandone gli aspetti salienti e definendone chiaramente i contorni.

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Risorse umane e agevolazioni fiscali

Il Fisco italiano, per sostenere lo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese, ha previsto numerose agevolazioni, alcune in vigore da diversio anni ed altre recentemente introdotte, a favore delle persone che trasferiscono la residenza in Italia per un’attività di lavoro. L’ultimo contributo normativo in tal senso è stato dato dalla L. n. 232 dell’11 dicembre 2016 (Legge di Bilancio 2017) che è intervenuta potenziando l’efficacia delle norme già in vigore e introducendo un sistema variegato caratterizzato da un obiettivo comune: attirare risorse umane in Italia. L'aggiornamento riporta un dettagliato approfondimento sugli interventi legislativi in materia, soffermandosi sull'analisi di quanto disposto da D.L. n.78 del 31 maggio 2010, dalla L. n. 238/2010 - in merito alle agevolazioni fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia -, dal D.lgs. n. 147 del 14 settembre 2015 - in particolar modo dall'art. 16 sui lavoratori c.d. impatriati -, nonche sui chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con la Circolare n.17/E del 23 maggio 2017 e con la Risoluzione n. 146/E del 29 novembre 2011.

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L'accettazione di donazione

La donazione, disciplinata dagli artt. 769 e ss. c.c., è un contratto a titolo gratuito in virtù del quale una parte (c.d. donante) trasferisce per spirito di liberalità la proprietà di un bene – mobile o immobile – o un altro diritto all’altra parte (c.d. donatario). In ossequio a quanto prescritto dall’art. 782 c.c., l’accettazione della donazione, di cui si riporta un fac simile, può essere fatta nell'atto stesso della donazione o con atto pubblico posteriore.

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Il contratto di leasing di veicoli

Disciplinato dalla L. n. 127/2017, il leasing è quel contratto in virtù del quale una parte (c.d. utilizzatore) usufruisce di un determinato bene, strumentale alla propria attività, che gli viene concesso dall'altra parte (c.d. concedente), dietro versamento di un canone periodico per tutta la durata del contratto. Al termine del contratto, l'utilizzatore ha la facoltà di acquisire la proprietà del bene utilizzato, previo pagamento di una quota di riscatto di valore inferiore al prezzo di mercato del bene, ovvero di restituire il bene medesimo o, ancora, di rinnovare il contratto. L’aggiornamento riporta un fac simile di contratto di leasing di veicoli, con apposizione delle formule per la definizione del mezzo oggetto della stipulazione e del corrispettivo al cui versamento è tenuto l’utilizzatore.

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