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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2019

Fac simile di revoca di donazione immobiliare

La donazione, disciplinata dagli artt. 769 e ss. c.c., è quel contratto in virtù del quale, per spirito di liberalità, una parte (c.d. donante) arricchisce l’altra (c.d. donatario), disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione. Una volta perfezionatasi, la donazione può essere revocata esclusivamente nei casi di ingratitudine del donatario (ex art. 801 c.c.) ovvero di sopravvenienza di figli del donante (ex art. 803 c.c.). L’art. 782, comma III, c.c. prevede, però, la facoltà sia per il donante che per il donatario, prima che la donazione si sia perfezionata, di revocare la loro dichiarazione. L’aggiornamento include un fac simile di atto pubblico di revoca di donazione immobiliare ex art. 782, comma III, c.c.

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Errore medico - Cass., Sez. IV pen., n. 412 del 16 novembre 2018 (dep. in data 8 gennaio 2019)

Con la sentenza n. 412 del 16 novembre 2018, la Corte di Cassazione, dopo aver annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione del reato, ha ribadito che “le linee guida costituiscono un sapere scientifico e tecnologico codificato, in modo che possa costituire un’utile guida per orientare agevolmente, in modo efficiente ed appropriato, le decisioni terapeutiche” ed, inoltre, l’adesione alle stesse da parte del professionista sanitario rappresenta un utile parametro nel giudizio di responsabilità medica. I chiarimenti contenuti nella succitata sentenza dimostrano, pertanto, la ancora attuale vigenza nel nostro ordinamento giuridico della distinzione tra colpa lieve e colpa grave per imperizia, nell’ambito della fase esecutiva delle raccomandazioni contenute nelle linee guida che risultino adeguate al caso di specie. L’aggiornamento include il testo integrale della sentenza della Corte di cassazione n. 412 del 16 novembre 2018, depositata in data 8 gennaio 2019.

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Fac simile di contratto di comodato d'uso di beni immobili

Il contratto di comodato d'uso di beni immobili, disciplinato dagli artt. 1803 e ss. c.c., consente ad una parte (c.d. comodatario) di utilizzare un bene immobile di proprietà dell’altra parte (c.d. comodante) per un dato periodo di tempo o per un uso specifico. A carico del comodatario sussistono specifici obblighi, tra i quali assumono particolare rilevanza quello di restituire il medesimo bene nonché quello di custodirlo e conservarlo con la diligenza del buon padre di famiglia richiesta dall’art. 1176 c.c. (ex art. 1804 c.c.). L’aggiornamento include un fac simile di contratto di comodato d’uso di beni immobili.

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Fac simile di contratto di comodato d'uso di beni mobili

Il contratto di comodato, disciplinato dagli artt. 1803 e ss. c.c., è un contratto ad effetti reali in virtù del quale una parte (c.d. comodante) consegna all’altra parte (c.d. comodatario) un bene mobile o immobile, perché questi possa servirsene per un determinato periodo di tempo o per un uso determinato con l’obbligo di restituirlo. Si tratta di un contratto per legge sostanzialmente gratuito che, però, non esclude la possibilità di pattuire un corrispettivo – nel qual caso si parla di comodato c.d. "modale" o "oneroso" –, purché l'onere stabilito non sia tale da far venir meno la natura tipica del contratto. L’aggiornamento include un fac simile di contratto di comodato d’uso di beni mobili.

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Stralcio delle mini-cartelle: dubbi operativi e soluzioni normative

L'aggiornamento offre una puntuale analisi di uno dei nove condoni previsti dal decreto fiscale 2019 (c.d. Pace Fiscale) che, in un’ottica di alleggerimento dei carichi affidati agli Agenti della Riscossione ed al fine di evitare l’accrescere di inutili ricorsi tributari, ha previsto un azzeramento di tutti quei debiti consegnati all’agente della riscossione dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a mille euro e non ancora incassati. Infatti, l’art. 4 del D.L. 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17.12.2018, n. 136, ha disposto entro la data del 31 dicembre 2018 lo stralcio automatico di tutte le cartelle (c.d. mini cartelle) di importo residuo fino a 1.000 euro, con conseguente annullamento del debito tributario.

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