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Aggiornamenti Pubblicazioni del 2019

Il contratto di Factoring: condizioni generali per le future operazioni

Disciplinato dalla L. 52 del 21 febbraio del 1991, il contratto di factoring è un contratto di durata, a titolo oneroso, con il quale una parte (c.d. cedente) si impegna a cedere tutti i crediti presenti e futuri derivanti dalla propria attività imprenditoriale all’altra parte (c.d. cessionario o factor) la quale, dietro un corrispettivo in danaro o in servizi, assume a sua volta l’obbligo di fornire una serie di servizi al cedente (contabilizzazione, gestione, riscossione dei crediti vantati dal cedente in relazione alla propria attività). L’aggiornamento riporta un fac simile di contratto di factoring con relativa definizione delle condizioni generali per le future operazioni di factoring che interverranno tra le parti, della disciplina relativa alla cessione dei crediti che saranno oggetto del contratto stesso, nonché degli obblighi che graveranno sulle parti contraenti.

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Il contratto di subappalto

Il contratto di subappalto è un subcontratto – distinto dal contratto principale – mediante il quale una parte (c.d. appaltatore), incaricato di realizzare un’opera o un servizio dal committente, affida a sua volta ad un altro soggetto (c.d. subappaltatore) il compimento degli stessi lavori. L’art. 1656 c.c. precisa che, in assenza di apposita autorizzazione del committente, all'appaltatore è negata la facoltà di dare in subappalto l'esecuzione dell'opera o del servizio oggetto dell’originario contratto di appalto. L’aggiornamento riporta un fac simile di contratto di subappalto.

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La procura speciale alle liti

Fatte salve specifiche ipotesi tassativamente previste dalla legge, le parti non hanno la capacità di stare in giudizio e compiere gli atti processuali relativi allo svolgimento dell’azione, pertanto, è necessario che siano rappresentate in giudizio da un altro soggetto dotato della suddetta capacità. La procura alle liti è l’atto con il quale la parte investe il difensore del ruolo di proprio rappresentante in giudizio, conferendogli, quindi, lo ius postulandi ossia la facoltà di proporre domande in giudizio. A tal proposito, l’art. 83 c.p.c, al primo comma, prevede espressamente che “quando la parte sta in giudizio col ministero di un difensore, questi deve essere munito di procura”. L’aggiornamento include un fac simile di procura speciale alle liti, applicabile nella pratica, nonchè un fac simile di procura specifico per il ricorso per Cassazione.

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Risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle parti

Il contratto di convivenza – atto con il quale le coppie conviventi non sposate possono regolare i rapporti patrimoniali relativi alla vita in comune – può sciogliersi, secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 59, L. n. 76 del 20 maggio 2016 (c.d. Legge Cirinnà), a seguito di: a) accordo delle parti conviventi; b) recesso unilaterale di un convivente; c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona; d) morte del convivente. La legge impone per la validità dell’accordo di risoluzione ovvero dell'atto di recesso la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata dal notaio o dall'avvocato. L’aggiornamento riporta un fac simile di atto di risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle parti, redatto nella forma della scrittura privata.

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Accertamenti fiscali e movimentazioni bancarie - Cass., n. 2386 del 29 gennaio 2019

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 2386 del 29 gennaio 2019, confermando un principio di diritto ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità, ha sancito la facoltà per l’Amministrazione finanziaria di utilizzare le risultanze delle indagini su conti correnti bancari intestati a soggetti terzi rispetto all’imprenditore, anche se legati da vincoli familiari o d’affari, esclusivamente nel caso in cui sussista la prova che l’intestazione a terzi sia fittizia o comunque che i movimenti risultanti su tali conti siano sostanzialmente imputabili ad attività non dichiarate del contribuente. L’aggiornamento riporta il testo integrale della sentenza della Suprema Corte n. 2386 del 29 gennaio 2019.

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